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Liquido nei polmoni anziani: cause dell’edema polmonare

L’edema polmonare consiste in una fuoriuscita dei fluidi del sistema capillare dei polmoni dalle conseguenza gravi, soprattutto a livello respiratorio. All’inizio, i liquidi si riversano negli spazi interstiziali, per poi procedere verso le cavità di alveoli e bronchioli. I liquidi si accumulano e necessitano di un intervento medico immediato, per impedire complicazioni più gravi; se questo non avviene, può manifestarsi un rapido aumento della pressione all’interno dell’arteria polmonare e, in alcuni casi, una sofferenza del ventricolo destro del cuore. Il liquido, inoltre, si può accumulare intorno a polmoni e provocare gonfiore e congestione del fegato, gonfiore addominale o alle gambe.

Edema polmonare anziani: le cause

Il motivo per cui si accumulano liquidi nei polmoni negli anziani è legato principalmente a problemi cardiaci già noti come cardiomiopatie, malattie coronariche, ipertensione e valvulopatie cardiache. A prescindere da questo, possono esserci anche altri fattori di rischio:

  • infezioni a livello dei polmoni;
  • abuso di farmaci;
  • malattie renali;
  • sindrome da stress respiratorio acuto;
  • inalazione di gas tossici;
  • traumi;
  • embolia polmonare;
  • shock allergico;
  • pancreatite acuta;
  • sindrome da annegamento;

L’edema polmonare non è semplice da prevenire nei soggetti anziani, ma è possibile adottare uno stile di vita equilibrato, che aiuti a tenere lontane le malattie cardiovascolari, cercando di:

  • eliminare lo stress, il colesterolo e la pressione sanguigna;
  • praticare costante attività fisica;
  • non fumare;
  • mantenere il peso forma;
  • ridurre il grasso viscerale;
  • seguire un’alimentazione sana e variegata;
  • limitare il consumo di sale e alcolici.

Sintomi dell’edema polmonare negli anziani

Solitamente, l’edema polmonare degli anziani si manifesta improvvisamente, presentandosi con sintomi forti e debilitanti come:

  • dispnea;
  • difficoltà respiratorie;
  • sensazione di soffocamento;
  • sibili o rantoli;
  • tosse;
  • sudorazione eccessiva;
  • palpitazioni;
  • colorazione pallida o cianotica;
  • dolori al petto (più rari).

Alla comparsa di uno o più sintomi è necessario rivolgersi immediatamente a un medico o portare l’anziano in pronto soccorso, soprattutto se si presenta dolore al torace, che insorge quando le arterie coronarie del cuore non riescono più a rispondere alle richieste di ossigeno da parte del miocardio.

In altre occasioni, cioè quando si tratta di edema polmonare cronico, i sintomi sono diversi:

  • respiro corto;
  • difficoltà respiratorie evidenti quando si compiono sforzi;
  • risvegli notturni per assenza di fiato;
  • sibili;
  • gonfiore a gambe e caviglie;
  • stanchezza;
  • inappetenza;
  • rapido aumento di peso (in caso di insufficienza cardiaca).

Come diagnosticare l’edema polmonare negli anziani

L’accumulo di liquido nei polmoni necessita di diagnosi immediata, ecco perché quando insorgono i primi sintomi bisogna subito recarsi in pronto soccorso per sottoporre l’anziano a visita medica e radiografia toracica.

In un primo momento si effettua l’auscultazione con stetoscopio per rilevare eventuali rumori o suoni (rantoli) e, se necessario, il medico può anche richiedere l’analisi dei livelli di anidride carbonica e ossigeno nel sangue e della concentrazione di peptide natriuretico di tipo B che, se in accumulo, può indicare la presenza di disturbi cardiovascolari.

Altri esami utili alla diagnosi edema polmonare negli anziani sono:

  • analisi del sangue;
  • eco-cardiogramma;
  • eco-cardiogramma trans-esofageo;
  • cateterismo cardiaco;
  • cateterismo dell’arteria polmonare;
  • emogasanalisi;
  • elettrocardiogramma;
  • esami per escludere la possibilità di infarto del miocardio;
  • test per verificare la funzionalità renale.

Come trattare l’edema polmonare negli anziani

Quando si presenta accumulo di liquido nei polmoni in soggetti anziani bisogna ricorrere a un trattamento specifico che prevede la somministrazione di ossigeno e, nei casi più gravi, può essere utile la ventilazione assistita. In base alla gravità della condizione si possono somministrare:

  • farmaci antipertensivi;
  • farmaci per la riduzione del post-carico (insufficienza cardiaca);
  • farmaci per la riduzione del pre-carico;
  • morfina, per ridurre l’affanno respiratorio e l’ansia;
  • diuretici, utili a ridurre l’accumulo di liquidi nello spazio interstiziale.

In presenza di infarto acuto del miocardio o di altra sindrome coronarica acuta si può fare ricorso a un intervento di angioplastica coronarica percutanea diretta e alla trombolisi, cioè un trattamento farmacologico che consente di eliminare un trombo o un embolo presenti in un’arteria o in una vena. In caso di ipertensione grave, invece, potrebbe essere necessario somministrare un vasodilatatore EV.