I migliori rimedi per l’affanno negli anziani
Nelle persone anziane non è raro che insorga improvvisamente o in modo lento e graduale la dispnea, cioè la difficoltà a respirare che comporta una certa sofferenza (il cosiddetto affanno). Solitamente, si manifesta con un respiro affannoso, spesso associato alla sensazione di fame d’aria, e viene descritta come l’incapacità di fare un respiro profondo.
Chi ne soffre è consapevole di non riuscire a respirare correttamente e si accorge anche di non essere in grado di compiere sforzi fisici. Inoltre, si avverte un malessere generale che, alla lunga, difficilmente può essere sottovalutato.
Per sapere come è meglio intervenire in caso di affanno negli anziani è opportuno conoscere a fondo la dispnea, quali sono le cause e i sintomi e come rimediare nel più breve tempo possibile.
Cos’è la dispnea?
La dispnea, cioè la sensazione di affanno e di fame d’aria, è causata da una difficoltà nello scambio di gas a livello polmonare, tra il sangue dei capillari e l’aria presente negli alveoli. Questa condizione può essere correlata a disturbi transitori o, al contrario, cronici e permanenti.
Non solo, perché la dispnea può essere:
- accessionale, cioè quando insorge all’improvviso e senza regolarità;
- da sforzo, cioè quando si manifesta durante l’attività fisica;
- continua, cioè quando è perennemente presente.
I segnali che devono destare preoccupazione e spingere a richiedere l’intervento medico sono i seguenti:
- l’affanno è improvviso e non tende ad attenuarsi;
- l’affanno aumenta durante l’attività fisica o quando ci si sdraia;
- l’affanno perdura per oltre un mese;
- l’affanno è associato a tosse per oltre 3 settimane;
- l’affanno è accompagnato da un leggero stato confusionale.
Nel caso in cui la respirazione accelera, facendo registrare più di 40 battiti al minuto che costringono a sedersi per via delle palpitazioni, allora è necessario recarsi immediatamente in pronto soccorso per sottoporsi ad accertamenti medici.
Quali sono le cause dell’affanno?
Le persone anziane non sono abituate allo sforzo fisico, quindi è assolutamente normale che l’affanno compaia a seguito di un’attività che abbia richiesto loro un impegno importante. Tuttavia, la dispnea potrebbe essere il campanello di allarme di altri problemi di salute, quali patologie a carico delle vie respiratorie e polmonari, cardiopatie e disturbi neuromuscolari, fattori metabolici e condizioni di ansia e stress.
Stando ai dati, le cause più frequenti di affanno negli anziani sono:
- polmonite;
- asma;
- ischemia miocardica;
- broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
Bisogna fare molta attenzione all’affanno acuto, che può insorgere per cause polmonari, cardiache e psicologiche. Si manifesta improvvisamente in caso di pneumotorace, embolia polmonare e lesionisecondarie a traumi toracici e fratture costali. In questi casi, è accompagnato spesso da tosse e oppressione toracica.
Per quanto riguarda la dispnea cronica, invece, è tendenzialmente associata a malattie respiratorie croniche come insufficienza cardiaca, fibrosi cistica e pneumopatie, ma anche a lesioni midollari come sclerosi multipla e distrofia muscolare, e aumento del volume addominale per via di cirrosi e meteorismo.
É molto importante tenere sotto controllo i sintomi manifestati dalla persona anziana, annotarli e riferirle al medico, in modo che quest’ultimo possa suggerire la strada migliore da percorrere per risalire alla causa dell’affanno e trovare la terapia più adatta alla risoluzione.
Come si tratta l’affanno negli anziani?
Per intervenire sull’affanno bisogna conoscerne la causa scatenante. Se il paziente soffre di ipossia e, quindi, le sue funzioni vitali sono a rischio compromissione, allora è necessario somministrargli ossigeno extra attraverso una cannula nasale o una maschera facciale.
Nel caso in cui l’anziano non riuscisse a respirare profondamente o abbastanza rapidamente, si può assistere la respirazione tramite ventilazione meccanica con intubazione endotracheale o maschera facciale aderente (CPAP).
Infine, è possibile ricorrere ad alcuni farmaci come broncodilatatori, antibiotici e ACE-inibitori se all’origine dell’affanno si diagnostica una patologia respiratoria ben precisa.
Si può ridurre il rischio di affanno negli anziani?
Con l’avanzare dell’età il rischio di affanno aumenta, ma è possibile mettere in atto alcune buone abitudini per evitare di incorrere in conseguenze più gravi. Ad esempio è possibile:
- prevenire l’obesità e il sovrappeso;
- seguire uno stile di vita sano, attivo ed equilibrato;
- smettere di fumare;
- svolgere costante attività fisica, commisurata alle capacità fisiche;
- evitare di rimanere in posizione seduta/sdraiata a lungo;
- ridurre l’uso di prodotti chimici a livello domestico;
- ridurre l’esposizione all’inquinamento esterno, in primis lo smog;
prevenire le malattie respiratorie, include raffreddore e influenza, stando alla larga dalle persone malate e sottoponendosi alle campagne di vaccinazione.
Agli anziani, poi, è utile fare passeggiate all’aria aperta (nei parchi o lungo le spiagge), mangiare sano e assumere eventuali integratori alimentari per prevenire la carenza di vitamine e sali minerali che, alla lunga, potrebbe comportare stanchezza, spossatezza e affaticamento.
In ogni caso, il medico di base è il miglior alleato in presenza di affanno ed è indispensabile tenerlo aggiornato su eventuali cambiamenti, in modo da rivedere l’eventuale terapia in corso ed evitare qualsiasi effetto collaterale.