Terza età e turismo post-Covid: ripartire dalle crociere

di Luca Croci

Crociere e turismo senior: i dati prima della pandemia e l’impatto della crisi sanitaria

Secondo un recente rapporto della CLIA[1] (Cruise Lines International Association, la principale associazione del settore crocieristico), nel 2018 il 19% dei passeggeri delle navi da crociera nel mondo aveva tra i 60 e i 69 anni, mentre il 14% era rappresentato dagli over 70.

E se la maggior parte degli amanti delle crociere veniva dal Nord America, gli Europei occupavano la seconda posizione con circa sette milioni di passeggeri. Globalmente si stima che nel 2019 le crociere abbiano interessato 30 milioni di persone nel mondo con una proposta di itinerari sempre più diversificata e un’importante programmazione nella costruzione di nuove navi.

Ancora la CLIA[1] afferma che gli Italiani ad aver scelto una crociera sono stati 769 mila nel 2017 e 831 mila nel 2018 (24% di over 60), con una netta preferenza per le crociere di 7 giorni (78% nel 2018) e, senza soprese, il Mediterraneo come destinazione principale.

Come tutti gli altri settori del turismo, anche le crociere hanno subito le conseguenze negative della crisi sanitaria, aggravate nella percezione collettiva da alcuni fattori peculiari di questa modalità di viaggio: ambienti confinati, importante densità di viaggiatori, sbarchi in molti paesi diversi, esposizione al contagio nel corso delle escursioni e, non ultimo, la degradazione dell’immagine mediatica dovuta alla vicenda della Diamond Princess nel febbraio 2020.

A tutto ciò si è sommato l’impatto emotivo della pandemia che colpirebbe in modo particolare proprio gli over 65, di certo per le gravi conseguenza della malattia da coronavirus su questa fascia di età.

Lo ha messo in luce l’inchiesta condotta dopo il primo lockdown dal Centro Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna[1] nella quale è stata ribadita però anche la correlazione forte tra turismo e benessere psicologico della terza età e la nozione di invecchiamento positivo al quale i viaggi contribuirebbero fortemente.

 

La riapertura delle crociere: il DPCM del 2 marzo, i protocolli sanitari delle compagnie, e le certificazioni esterne

La risposta del settore crocieristico si è organizzata nel corso degli ultimi mesi per una riapertura che si vuole all’altezza delle aspettative del pubblico, anche senior, in termini di sicurezza sanitaria e qualità di viaggio.

A monte del nulla osta delle autorità, che nel DPCM del 2 marzo 2021 hanno definito delle linee guida per la riapertura dei viaggi su navi da crociera, le compagnie navali hanno moltiplicato le misure sanitarie, la flessibilità commerciale e le capacità di reagire alle emergenze in mare in modo tale da essere pronte a proporre delle esperienze di viaggio di nuovo sicure e attrattive per un pubblico desideroso di segnali rassicuranti come quello degli over 65.

I protocolli di sicurezza sanitaria delle compagnie da crociere sono stati riconosciuti dalla nuova Commissione ministeriale per il trasporto Covid-free come best practice su cui lavorare e, sebbene con un’offerta ridotta di itinerari, le compagnie da crociera hanno ufficialmente riaperto gli imbarchi per il 2021 all’inizio del mese di maggio.

La Costa Smeralda, nave ammiraglia di Costa Crociere, è partita il primo maggio da Savona con 1800 passeggeri a bordo, un itinerario di 7 giorni divisibile in due e l’applicazione a grandezza naturale del Costa Safety Protocol.

Frutto di un lavoro intenso che fin dall’inizio della crisi la compagnia ha condotto in collaborazione con le istituzioni, il Costa Safety Protocol ha introdotto dei cambiamenti nelle procedure di imbarco (check-in online accompagnato da autocertificazione sanitaria, orari di imbarco scaglionati, controllo della temperatura e tampone antigenico negativo prima di salire a bordo) e comporta una serie importante di misure per ridurre al minimo i contatti tra i passeggeri durante la crociera, assicurare la regolare sanificazione degli ambienti (igienizzazione delle attrezzature, delle zone comuni e delle cabine, purificazione dell’aria) e garantire un monitoraggio costante della salute dei passeggeri e dell’equipaggio durante tutto il viaggio (test antigenico intermedio obbligatorio, personale sanitario a bordo).

Il distanziamento sociale è garantito non solo da una riduzione della capacità massima della nave, ma anche da una riorganizzazione degli spazi, da un’accurata segnaletica di circolazione, e da nuove modalità di accesso ai ristoranti (tavoli distanziati e condivisi solo con i compagni di viaggio, fasce orarie più ampie), alle animazioni e alle attrezzature sportive.

Per ridurre i contatti tra le persone, molti servizi (menù, prenotazioni, lista delle escursioni, programma di bordo) sono stati digitalizzati con sistemi di QR Code o app dedicate. Consapevole che questo approccio potrebbe dissuadere i turisti anziani, la compagnia afferma che il personale è mobilizzato per assistere i passeggeri e facilitare l’accesso a strumenti e servizi digitali.

Carlo Schiavon, Country Manager Italy di Costa Crociere, sottolinea che la sicurezza delle crociere è dovuta anche alla capacità di “reagire in corsa”[1] ossia di applicare una risposta rigorosa e flessibile in caso di problemi in viaggio. Durante la crociera del primo maggio, ad esempio, la scoperta di un caso positivo a bordo ha avviato la procedura di isolamento tempestivo del passeggero e di tutti i casi contatto, ha richiesto la riorganizzazione delle attività a bordo in seguito al divieto di sbarco a Cagliari e si è risolta con l’evacuazione finale dei passeggeri coinvolti al porto di Civitavecchia.

MSC Crociere ha messo in atto un protocollo sostanzialmente equivalente, mentre il RINA (Registro italiano navale) accompagna la ripresa del settore con la certificazione Biosafety trust[1], ottenuta da Costa Crociere, che “valorizza un insieme di best practice di riferimento per minimizzare i rischi di diffusione delle epidemie nei luoghi di aggregazione pubblici e privati […]”.

La ripartenza delle crociere nel Mediterraneo si iscrive in una dinamica di riapertura del settore a livello mondiale. Anche le compagnie di crociere di lusso hanno ripreso il largo incentrando spesso i loro protocolli sanitari sulla vaccinazione e favorendo così i senior che rientrano nelle categorie della popolazione con priorità d’accesso al vaccino.

Con una programmazione per l’estate 2021 che include il Mediterraneo, le coste atlantiche, l’Islanda e il mar di Groenlandia, la compagnia francese Ponant impone la presentazione di una prova di vaccinazione per salire a bordo; mentre la Silver Cruises ha annunciato in gran pompa che la sua Silver Origin salperà per le Galapagos il 19 giugno con a bordo solo passeggeri ed equipaggio vaccinati. E se negli Stati Uniti le autorità e gli armatori lavorano attivamente per una ripresa che si spera avverrà entro l’anno, la compagnia inglese Saga, specializzata nelle crociere per gli over 50, ha dichiarato che la maggior parte delle sue nuove offerte sono già sold out.

Più tempo per viaggiare e coltivare le proprie passioni, un calendario flessibile senza vincoli stagionali, voglia di confort e allo stesso tempo di esperienze diverse, ma anche necessità di un ambiente protetto e sicuro, di competenza e reattività: il turismo silver nell’era post-Covid è una sfida impegnativa che le compagnie di crociera sono pronte a raccogliere.