invecchiamento attivo: Azioni e attività

Secondo l’OMS, l’invecchiamento attivo permette alle persone di sfruttare il loro potenziale in termini di benessere fisico, sociale e psicologico in tutto il corso della loro vita. Il ruolo dei servizi sociali pubblici è fondamentale in quanto essi attuano misure di invecchiamento attivo a sostegno degli anziani che già necessitano di assistenza, affinché siano socialmente inclusi e abbiano una buona qualità di vita.

 

Il concetto di Invecchiamento Attivo sembrerebbe essere lo strumento utile per contribuire a risolvere a tutti i livelli alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento della popolazione: società nel suo complesso, organizzazioni e singoli individui.

 

Tra le molteplici ragioni per cui vale la pena promuovere l’invecchiamento attivo possiamo citare quella demografica (l’Europa sta invecchiando ed è sempre più longeva, e ciò è ancor più vero in Italia), aspetto a sua volta strettamente connesso anche a motivi di ordine economico (un numero sempre maggiore di persone in età anziana, se non “produttive” in qualche modo, peserebbe su un numero sempre minore di persone più giovani). Esistono inoltre ragioni culturali, in quanto, diversamente da quanto in parte poteva avvenire in passato, un numero crescente di anziani vuol oggi essere tutt’altro che inoperoso, ha anzi interessi di ogni genere ed è motivato a mantenersi in qualche modo partecipe.

Altro elemento è quello dei benefici diretti per gli individui che invecchiano in maniera attiva, sia sociali che psicologici. Numerosi studi hanno sottolineato questi vantaggi, a livello di benessere psicologico, di qualità della vita e di inclusione sociale Gli aspetti positivi non si limitano a queste sfere, ma toccano anche quella della salute fisica, in termini di meno malattie.

 

Non è difficile comprendere quanto i benefici sperimentati a livello individuale possano poi ripercuotersi positivamente anche sulla società nel suo complesso. Solo per fare due esempi, possiamo menzionare, da un lato, il prolungato apporto produttivo derivante dall’attività delle persone anziane, esercitata in molti modi diversi (sul mercato del lavoro, come volontariato, in forma di tutoring, etc.), e dall’altro, il contenimento della spesa per servizi socio-sanitari e consumo di farmaci, come conseguenza del loro minor utilizzo da parte di chi si spende nelle varie forme di invecchiamento attivo.

 

Dal momento che sembra ci siano vantaggi per tutte le parti in gioco, l’invecchiamento attivo è stato descritto come un concetto “win-win”. Con l’assunzione del paradigma dell’invecchiamento attivo si supera infatti quella visione dell’età anziana che ancor oggi purtroppo viene talora riproposta come una fase passiva dell’esistenza, caratterizzata da bisogni di assistenza e marginalità sociale, a favore di una visione della persona anziana come risorsa e protagonista della vita sociale.