Pressione bassa anziani: come intervenire
Nei soggetti anziani, la pressione sanguigna (più comunemente conosciuta come pressione) incide notevolmente sulla loro salute. Si tratta di una misura non statica, che varia nel corso della giornata in base alle attività svolte, allo stato emotivo, ai fattori ambientali e ad altri agenti che possono influire.
In ogni caso, è molto importante tenerla sotto controllo ed evitare che si verifichino casi di pressione bassa negli anziani, dato che possono comportare conseguenze anche spiacevoli.
Come si misura la pressione negli anziani?
La pressione sanguigna rappresenta la forza con la quale il sangue viene espulso in un determinato arco di tempo contro le pareti dei vasi sanguigni. Dato che il pompaggio del sangue è delegato al cuore, la pressione sanguigna consiste nella forza con cui il ventricolo sinistro del cuore spinge il sangue contro l’arteria aorta a ogni sistole ventricolare.
Di conseguenza, questa forza è essenziale per la circolazione del sangue in tutto l’organismo e garantisce che ogni organo riceva un’adeguata quantità di ossigeno e nutrienti per funzionare al meglio.
Per misurare la pressione sanguigna negli anziani si impiega lo stetofonendoscopio, ma va benissimo anche un classico misuratore della pressione digitale. Questo strumento è dotato di un manicotto che stringe progressivamente l’avambraccio dell’anziano, chiude la circolazione in modo temporaneo e, nel momento in cui si sgonfia la pompa aneroide collegata al manicotto, misura la pressione sanguigna.
Più in particolare, lo stetofonendoscopio restituisce due valori collegati tra loro: la pressione sistolica (o pressione massima) e la pressione diastolica (o pressione minima). La prima rappresenta la forza generata contro le arterie quando il cuore si contrae, mentre la seconda rappresenta la pressione generata quando il cuore si rilassa.
Entrambi i valori sono fondamentali per monitorare lo stato di salute del sistema cardiovascolare e valutare se il cuore dell’aziano stia effettivamente lavorando correttamente.
Quali sono i valori ottimali di pressione negli anziani?
In tutti gli esseri umani la pressione sanguigna è regolata da un sistema interno all’organismo che, in qualsiasi momento, permette a ogni tessuto di ricevere un’adeguata pressione di perfusione in modo da tenere in vita le cellule.
Negli anziani, però, la pressione sanguigna non viene regolata in modo ottimale come accade, per esempio, nei soggetti più giovani e questo può tramutarsi in due fenomeni contrapposti tra loro: l’ipertensione (pressione alta) e l’ipotensione (pressione bassa).
Generalmente, la pressione sanguigna ideale dovrebbe avere un valore che si aggira intorno ai 120/80 mmHg (millimetri di mercurio); negli anziani un valore di questo tipo è già un successo e, di norma, è bene che la pressione sistolica si mantenga sotto i 130 mmHg e la pressione diastolica sotto i 80 mmHg.
Quali sono le cause della pressione bassa negli anziani?
Valori anomali della pressione sanguigna sono abbastanza comuni negli anziani: da una parte, il fisiologico irrigidimento delle pareti vascolari e l’aterosclerosi comportano l’ipertensione che, a sua volta, può causare ictus cerebrale, infarto del miocardio o patologie del microcircolo; dall’altra, la pressione bassa può dare origine a fenomeni non sempre gravi ma ovviamente da non sottovalutare.
L’ipotensione negli anziani può scaturire da un semplice cambio di posizione, ad esempio quando ci si alza dal letto, oppure derivare da un deficit dei centri nervosi del tronco encefalico e dei sensori barocettivi (ipotensione neuro-mediata). In altri casi, poi, la pressione bassa negli anziani è la conseguenza dell’assunzione di farmaci antipertensivi.
Quali sono i rimedi per la pressione bassa negli anziani?
Per poter intervenire tempestivamente e in modo mirato, è essenziale saper riconoscere i sintomi tipici della pressione bassa negli anziani, che comprendono:
- difficoltà a stare in piedi;
- offuscamento della vista;
- debolezza dei muscoli delle gambe;
- nausea e, in alcuni casi, vomito;
- sudorazione fredda;
- difficoltà nel concentrarsi.
Questi sintomi possono insorgere all’improvviso oppure lanciare campanelli di allarme; in ogni caso, è bene educare l’anziano ad alzarsi molto lentamente dal letto, dalla sedia o dal divano e, se necessario, a mantenere le gambe alzate quando è sdraiato per favorire l’afflusso di sangue a cuore e cervello.
Al contempo, è sempre utile assumere una bustina di zucchero, della liquirizia o uno snack salato per aumentare la pressione sanguigna e riportarla a valori accettabili. Anche dei sali minerali disciolti in acqua possono essere di supporto. L’importante è non sottovalutare mai i sintomi e se dovessero ripetersi frequentemente nel tempo è necessario sottoporre la questione a un medico specialista, in modo da escludere la presenza di patologie non ancora diagnosticate.