Via alle visite nelle strutture residenziali: non è un liberi tutti!

di Luca Croci

Con l’ordinanza del Ministero della Salute dello scorso 8 maggio e valida fino al prossimo 30 luglio,  il Ministro da il via alle visite nelle strutture residenziali di tutta Italia.

Grande l’entusiasmo dei famigliari che, dopo più di un anno, hanno potuto riavvicinarsi ai propri cari.

Non è però, un liberi tutti. Infatti, per poter accedere è necessario il “Green Pass” attestazione che da più parti viene richiesta in tema di riapertura delle attività.

Sarà quindi necessario, in alternativa, risultare negativi ad un tampone antigenico nelle 48 ore precedenti alla visita, aver ricevuto la seconda dose del vaccino oppure essere guariti dal Covid-19.

La visita si svolgerà su appuntamento e per una durata limitata di tempo, meglio in zone all’aperto o comunque in aree dedicate e sotto la supervisione del personale di struttura.

È comunque sconsigliato l’accesso ai minori di anni 6.

Per gli ospiti allettati così come per quelli in “fine vita” sarà possibile accedere alla camera di degenza, un visitatore alla volta, indossando i DPI del caso.

L’accesso alle residenze, quindi, avviene in spazi e tempi ben definiti  nel rispetto di protocolli e procedure.

E’, infine richiesta la firma del “Patto di Condivisione del Rischio” dove struttura e  visitatore si impegnano reciprocamente per una visita in sicurezza. Importante sapere che anche il contatto fisico è limitato e può essere preso in considerazione in particolari condizioni di esigenze relazionali\affettive.

Tamponi rapidi ai visitatori: chi li effettua? con quale modalità? a carico di chi? In Regione Lombardia l’attività di testing è regolata dalla DGR 3777 che prevede vari requisiti  – tra cui la nomina di un medico responsabile, spazi e percorsi dedicati – per ottenere il via libera da ATS per l’esecuzione di questa attività.

Al momento quindi, la soluzione più rapida e sicura per tutti, è quella di rivolgersi presso la rete territoriale come ad esempio le farmacie per poter eseguire un tampone rapido ed ottenere la relativa attestazione di negatività e poter accedere alle visite presso le Residenze.

Attualmente il costo, seppur contenuto,  rimane in carico al visitatore, ma la Regione sta valutando ulteriori modalità per poter permettere l’esecuzione dei test a carico del SSR.