Perdita udito anziani: cause e rimedi
Perdere l’udito in modo graduale man mano che si invecchia è una condizione abbastanza comune, anzi, secondo le statistiche sarebbe in aumento in tutta Europa per via del veloce invecchiamento della popolazione.
L’ipoacusia nella terza età, definita in gergo medico con il termine di presbiacusia, indica proprio la riduzione della capacità uditiva a causa dell’invecchiamento. Ma perché più l’età avanza e più aumentano i disturbi dell’udito? E soprattutto, è possibile porre rimedio alla condizione?
Quali sono le cause della perdita dell’udito negli anziani?
L’invecchiamento è un processo fisiologico, al quale tutti prima o poi andremo incontro, che comporta in quasi tutte le persone un deterioramento di alcune capacità sociali, fisiche e psicologiche, compresa quella uditiva. Perdere progressivamente l’udito, a sua volta, provoca disagi psico-fisici non indifferenti, il che necessita di individuare un piano terapeutico – da stabilire con il medico – adatto al singolo paziente.
Se è vero che l’invecchiamento è un processo inevitabile, è vero anche che ogni organismo invecchia in modo diverso e possono essere tanto diversi, quanto numerosi i fattori che possono influire sulla presbiacusia:
- predisposizione genetica e casi analoghi in famiglia;
- stile di vita, compreso il tipo di lavoro svolto, eventuali fonti di stress, sport praticato, alimentazione, consumo di alcol e fumo, abuso di sostanze che creano dipendenza, assunzione di farmaci ed esposizione ai rumori ambientali;
- patologie quali diabete, ipertensione, disfunzioni tiroidee e malattie autoimmuni;
- deterioramento delle condizioni fisiologiche dell’apparato uditivo, come perdita di elasticità della coclea, ispessimento della membrana timpanica, indebolimento delle articolazioni ossiculari, riduzione delle ciglia interne al sistema uditivo e molto altro.
Quali sono i sintomi della perdita di udito negli anziani?
Inizialmente, i sintomi della presbiacusia sono molto lievi. L’anziano, quindi, manifesta difficoltà nel percepire solo alcuni suoni ad alta frequenza e, di conseguenza, tende a non dargli peso.
Con il passare del tempo, però, l’anziano comincia a far fatica nel percepire anche i suoni a frequenze più basse, arrivando a comprendere con estrema difficoltà anche le conversazioni, soprattutto se avvengono in luoghi affollati o in presenza di altri rumori.
Inoltre, non è raro che i pazienti affetti da presbiacusia soffrano, al contempo, di altri disturbi uditivi come acufeni e disturbi dell’equilibrio.
Infine, data l’incidenza della perdita di udito sulla vita in generale, l’anziano con presbiacusia potrebbe andare incontro a isolamento sociale, solitudine e depressione.
Come si diagnostica la presbiacusia?
Ottenere la diagnosi di presbiacusia è abbastanza semplice: bisogna sottoporsi all’esame audiometrico, che permette di rilevare la capacità del paziente di avvertire o meno i suoni ad alta frequenza.
Come può essere trattata la presbiacusia?
Attualmente non esistono, purtroppo, né farmaci, né cure definitive per la presbiacusia. Tuttavia, è possibile ricorrere a diversi approcci terapeutici in grado di migliorare la capacità uditiva e di comunicazione di tutti gli anziani affetti da questo disturbo.
In particolare, è possibile usufruire di apparecchi acustici e impianti cocleari:
- gli apparecchi acustici sono dispositivi elettronici in grado di rilevare il suono grazie alla presenza di un microfono; il suono viene, poi, amplificato da un amplificatore e inviato all’orecchio tramite un altoparlante;
- gli impianti cocleari, invece, sono indicati per coloro che non trovano alcun beneficio dagli apparecchi acustici e consistono in ausili da dover impiantare chirurgicamente nell’orecchio del paziente.
Se gli apparecchi acustici si limitano ad amplificare il suono e a veicolarlo nell’orecchio, gli impianti cocleari sono appositamente progettati per svolgere il ruolo destinato alla parte interna dell’orecchio alterata o degenerata: inviano, infatti, le informazioni direttamente al nervo cocleare che, però, non deve essere danneggiato.
Inoltre, i pazienti che soffrono di presbiacusia possono anche imparare il linguaggio dei segni o potenziare le loro capacità di riconoscimento e interpretazione del linguaggio labiale.
In ogni caso, l’ultima parola spetta sempre al medico di riferimento che, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze del singolo paziente, è in grado di individuare il trattamento più indicato a garantire all’anziano uno standard di vita accettabile.