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Bonus badanti: come funziona

Le statistiche parlano chiaro: in Italia la percentuale di popolazione anziana è la più alta di tutta l’Europa. Di contro, la natalità è andata a diminuire sempre più nel corso degli ultimi anni, tanto che nel futuro più prossimo il nostro Paese è destinato a diventare una sorta di grande casa di riposo.

Questa situazione comporta un aumento della richiesta di assistenza, che si tramuta in molti casi nella necessità della presenza di una badante; molte famiglie, infatti, non riescono a sorvegliare 24 ore su 24 il genitore o il parente anziano e, di conseguenza, hanno bisogno di un supporto esterno.

Dato che non tutti gli anziani dispongono della disponibilità economica necessaria per assumere una badante, è possibile ricorrere a diversi contributi:

  • bonus colf e badanti;
  • assegno di accompagnamento;
  • altre agevolazioni fiscali.

Vediamoli più nel dettaglio, così da capire in cosa consistono e come richiederli!

Bonus colf e badanti

Il bonus colf e badanti è messo a disposizione da Cas.Sa.Colf ed è rivolto a tutti gli anziani non autosufficienti che necessitano del supporto di una badante. Nello specifico, consiste in un rimborso economico per il pagamento dello stipendio e/o dei contributi della badante messa in regola dal datore di lavoro (in questo caso l’anziano non autosufficiente).

Chi può richiedere il bonus colf e badanti?

Per poter richiedere il bonus badante, il datore di lavoro deve essere iscritto a Cas.Sa.Colf e deve aver versato almeno un anno di contributi previdenziali nella casa di riferimento in modo continuativo.

Al contempo, l’anziano deve essere in possesso di una certificazione che confermi la presenza di una patologia medica che lo renda non autosufficiente in modo permanente e, quindi, incapace di poter svolgere in autonomia anche le più piccole azioni quotidiane come lavarsi, vestirsi, nutrirsi, muoversi e usufruire dei servizi igienici.

La certificazione deve essere emessa e firmata dal medico curante che, dopo aver visitato il paziente, gli assegna un punteggio in base al suo grado di autonomia. In particolare, per essere definito invalido in modo permanente, l’anziano deve raggiungere un punteggio pari o superiore a 40 punti; solo così può ottenere il contributo.

Inoltre, il datore di lavoro domestico, nel momento in cui decide di iscriversi a Cas.Sa.Colf, non deve aver compiuto i 67 anni di età e non deve già trovarsi in uno stato di invalidità e/o non autosufficienza permanenti.

Infine, la badante deve essere assunta con regolare contratto di dipendenza.

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Come presentare la domanda per il bonus colf e badanti?

La domanda per l’assegnazione del bonus colf e badanti deve essere inviata per iscritto a Cas.Sa.Colf dopo aver compilato un apposito modulo, inserendo i dati anagrafici di entrambe le parti e quelli relativi al rapporto di lavoro.

Il modulo in questione si può scaricare sul sito di Cas.Sa.Colf, deve essere compilato in stampatello (in modo che sia perfettamente chiaro e leggibile) e deve essere accompagnato da relativa documentazione.

Inoltre, una parte del modulo deve essere compilata dal medico curante che, tramite questionario, attesta la non autosufficienza permanente del datore di lavoro.

Di solito, Cas.Sa.Colf procede alla valutazione della domanda entro 60 giorni dalla sua presentazione. Se tutti i requisiti richiesti vengono rispettati, allora il bonus viene emesso dal mese successivo a quello di invio della domanda.

Assegno di accompagnamento

Un’altra agevolazione economica che arriva in soccorso degli anziani non autosufficienti per l’assunzione di una badante consiste nell’assegno di accompagnamento, erogato dall’Inps.

Quest’ultimo viene versato a tutti coloro che sono stati riconosciuti invalidi civili al 100%, oppure non vedenti. L’importo viene versato ogni mese, a prescindere dall’età del datore di lavoro e del suo reddito.

Per ottenere l’assegno di accompagnamento, l’invalido deve essere incapace di camminare da solo e non deve essere ricoverato in alcuna struttura pubblica.

Come si richiede l’assegno di accompagnamento?

Per richiedere l’assegno di accompagnamento bisogna intanto rivolgersi al medico di base, in modo che rediga il certificato medico introduttivo e generi, tramite invio all’Inps, il codice identificativo della richiesta; successivamente, la ricevuta viene inoltrata in via telematica all’Ente con l’aggiunta dei documenti relativi al richiedente.

Altre agevolazioni fiscali

Un terzo aiuto fornito a chi ne ha bisogno per l’assunzione di colf o badanti consiste in una serie di agevolazioni fiscali entro un determinato range di spesa. In pratica, chi assume una badante può usufruire del 19% di detrazione sulle spese effettuate, tenendo sempre conto del limite di reddito e di spesa.

Per richiedere queste agevolazioni, la persona non autosufficiente deve essere in possesso di un certificato che attesti la patologia invalidante e deve essere incapace di mangiare, muoversi, vestirsi e curare la propria igiene personale in autonomia.

Le spese per le quali si intende richiedere la detrazione devono essere dimostrabili con documentazione (quindi con ricevute o fatture) contenente i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il pagamento o di chi sta facendo assistenza (compresi i familiari).

La detrazione è rivolta sia a coloro che vivono ancora in casa propria, sia a chi è ricoverato in una struttura; in quest’ultimo caso, è la struttura a dover specificare le spese effettuate per l’assistenza.

Gli sgravi fiscali possono essere goduti direttamente dall’assistito, oppure da un familiare convivente o da un figlio non convivente.