Alimenti anziani debilitati

Alimenti ideali per anziani debilitati

Sentirsi debilitati è una condizione che può colpire chiunque, dai più giovani ai più anziani. Tra il cambio di stagione, gli sbalzi climatici, il troppo caldo o il troppo freddo, è assolutamente normale provare un senso di inappetenza, perdere qualche chilo e sentirsi più stanchi del solito.

Quando queste condizioni si manifestano in pazienti anziani è, però, preferibile monitorare la situazione in modo costante e molto attento, perché la malnutrizione può essere dannosa (se non fatale) una volta superata una certa età.

Invecchiando, l’organismo ha bisogno di meno energie e, di conseguenza, è del tutto fisiologico mangiare e dormire meno; ciò, però, non significa che bisogna mangiare e dormire male ma, al contrario, è necessario stabilire uno stile di vita adeguato all’età e, soprattutto, seguire un regime alimentare ricco di vitamine, sostanze nutrienti e integratori in grado di fornire al paziente tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere.

Anziani debilitati: cosa mangiare

In presenza di anziani debilitati, che mostrano chiari segnali di stanchezza e affaticamento, è indispensabile rivedere l’alimentazione, modificarla se necessario e introdurre alimenti capaci di integrare le sostanze carenti.

Bisogna ricordare, tra l’altro, che la terza età è caratterizzata anche da una certa “pigrizia”, derivante sia dalla mancanza di energie, sia dalla poca volontà di fare movimento. Appare chiaro, quindi, come l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale per mantenersi in buona salute nonostante l’età avanzata.

Detto questo, è importante che l’alimentazione dei pazienti anziani (in particolare quelli debilitati) sia composta da:

  • proteine magre, come carne magra, pesce, uova, fagioli, legumi e ceci;
  • verdura verde a foglia larga, carote e patate dolci;
  • frutta di stagione, mele, pere e banane;
  • cereali integrali, come pasta e pane, quinoa e avena;
  • formaggi e latticini magri, a basso contenuto di grassi, che forniscono proteine e calcio;
  • pasti leggeri e facili da digerire, come brodo di pollo, minestre e purè di patate;
  • grassi sani, contenuti in noci, semi, oli e pesci come salmone e sgombro.

In tutto ciò, non deve mancare il giusto equilibrio nelle bevande: da preferire indubbiamente acqua, tè e caffè senza zucchero, ma anche succhi di frutta naturali a basso contenuto di zuccheri. Da evitare, invece, le bevande gassate e alcoliche.

Alimentazione anziani debilitati

Se, nonostante la dieta sana ed equilibrata, i pazienti anziani continuano a mostrare segni di debilitazione, è possibile compiere un passaggio con il medico per procedere alla somministrazione di integratori alimentari capaci di colmare le carenze in corso.

I migliori integratori alimentari in assoluto in questi casi sono quelli formulati con vitamine A. B e C, calcio, fosforo, ferro, magnesio e potassio. Si possono assumere come bustine o compresse, seguendo il dosaggio indicato dal medico.

Al contempo, si può ricorrere anche al supporto di ricostituenti per anziani debilitati, cioè alimenti 100% naturali da assumere nel corso della giornata, come pappa reale, aloe, miele, spirulina e radici di Echinacea.

Alimentazione per anziani inappetenti

Un organismo debilitato può essere la conseguenza di una condizione di inappetenza che, soprattutto nei soggetti anziani, non deve stupire, anzi: i motivi della mancanza di appetito sono molteplici e spaziano dalla sfera fisiologica a quella emotiva. Molti anziani, infatti, mangiano poco (e male) perché vivono da soli, oppure perché hanno perso del tutto la voglia di fare la spesa e preparare pietanze appetitose.

In questi casi, è opportuno intervenire per tempo e non solo cercando di fare quanto più possibile compagnia al paziente anziano (spronandolo così ad alimentarsi correttamente), ma anche seguendolo nel corso della giornata. In primo luogo, si può aumentare il numero di pasti (da 3 a 6, per esempio) diminuendo leggermente le dosi, in modo che l’organismo sia costantemente e correttamente alimentato; al contempo, potrebbe essere utile tagliare i cibi a piccoli pezzi per facilitarne l’ingestione, in particolare se il paziente ha perso i denti o possiede una dentiera; infine, alcune carenze si possono colmare anche attraverso l’idratazione, quindi torna utile preparare bevande come tè, frullati e succhi di frutta da consumare nel quotidiano.

Anche in caso di inappetenza è consigliato sentire il parere del medico e valutare l’eventuale somministrazioni di integratori alimentari e ricostituenti, soprattutto in presenza di anziani che vivono da soli o soffrono di demenza, Alzheimer o depressione senile.