Pet therapy e anziani: tutti i vantaggi
Secondo le statistiche, oltre il 39% degli italiani over 65 possiede un animale domestico. Si tratta di un dato non indifferente, considerando che la compagnia di un amico a quattro zampe apporta un gran numero di benefici alle persone anziane.
Nello specifico, questo fenomeno si chiama pet therapy, una tecnica super efficace per migliorare di gran lunga le condizioni di vita di anziani e disabili. La presenza di un animale domestico, infatti, non solo migliora l’umore, ma spinge il proprietario a muoversi di più.
Come funziona la pet therapy per gli anziani?
Inizialmente, la pet therapy nasce per aiutare i bambini autistici ma, nel corso del tempo, il target di pazienti coinvolto è andato ad aumentare, tanto da comprendere anche le persone che, pur non avendo una patologia specifica, vivono in solitudine.
A rilevare i benefici della presenza di un animale domestico per le persone anziane sono stati, per primi, gli inglesi Mugford e McComisky; successivamente, la terapia è stata esportata in tutto il mondo e in Italia è stata riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale nel 2003. Oggi, infatti, la pet therapy è prevista in alcune strutture ospedaliere, così come all’interno di residenze sanitarie assistenziali.
Come già detto, la vicinanza di un cucciolo fa bene a chiunque, ma nel caso specifico degli anziani comporta dei vantaggi non indifferenti; ecco i principali:
Pet therapy e depressione
Grazie ai numerosi studi compiuti in merito, è stato dimostrato che avere un cane aiuta gli anziani a combattere la depressione. La vicinanza di un animale domestico migliora il comportamento, l’umore, l’atteggiamento e spinge i padroni a socializzare e a vivere meglio le proprie giornate.
Gli animali, d’altra parte, sono sempre alla ricerca di cure e affetto, di un contatto fisico, e questo può essere solo di aiuto per chi si sente solo. Per le persone più avanti con l’età, però, è consigliato un animale domestico anziano; i cuccioli, si sa, tendono a essere vivaci e difficili da gestire, mentre un animale più adulto può davvero diventare un compagno di vita.
Pet therapy e Alzheimer
Lo scopo della pet therapy è di alleviare le sofferenze derivanti da alcune patologie; tra queste rientra anche l’Alzheimer dato che, a quanto pare, la presenza costante di un animale domestico ha dimostrato effetti positivi sui malati a livello sia cognitivo che comportamentale.
In particolare, è stato dimostrato che il rapporto affettivo ed emozionale che si instaura tra animale e padrone favorisce l’abbassamento della pressione sanguigna e il rallentamento del ritmo cardiaco.
Creare un rapporto con un animale domestico, per le persone affette da demenza, è abbastanza semplice, dato che si tratta di un legame molto più semplice di quello che potrebbe nascere con un altro essere umano. Non servono parole né pensieri per comunicare con un cane o un gatto, bastano i gesti; i due, quindi, si stimolano a vicenda attraverso carezze e abbracci, il che va a ridurre anche l’angoscia e l’aggressività nei casi più gravi.
Un altro beneficio della pet therapy per i malati di Alzheimer consiste nella sua capacità di rievocare i ricordi; una relazione, seppur con un animale, infatti, riporta alla mente ricordi sereni, che tendono a tranquillizzare il paziente.
Pet therapy e attività fisica
I benefici della pet therapy per gli anziani non riguardano solo l’aspetto psicologico, ma anche quello fisico: avere un cane, ad esempio, “costringe” il padrone a portarlo fuori per compiere i suoi bisogni e, quindi, a camminare. Anziani e animali condividono così un piacevole momento all’aria aperta godendo di numerosi benefici:
- miglioramento del sistema cardio-circolatorio;
- riduzione di colesterolo e glicemia;
- nessun picco di pressione alta.
Come si struttura un progetto di pet therapy per anziani
Con l’invecchiamento si vanno perdendo capacità motorie e prestazioni psico-fisiche; di conseguenza, gli anziani tendono a trascurarsi, a occuparsi poco della propria persona e, nei casi più estremi, a ritirarsi dalla vita sociale per vivere in totale solitudine.
Un valido progetto di pet therapy, quindi, propone i seguenti obiettivi:
- ridurre l’isolamento;
- limitare i problemi comportamentali;
- favorire il recupero di alcune competenze;
- offrire stimoli e motivi per mantenere e/o recuperare l’autonomia.
Ecco perché si sfrutta la presenza degli animali per stimolare determinate aree cerebrali strettamente connesse alle relazioni sociali, in particolare le esperienze relative alla sfera affettiva. In questo modo non si aiutano solo gli anziani, ma anche i loro familiari; insieme possono riscoprire la gioia di stare insieme e condividere momenti felici.