Per un Paese a misura di anziani
Di fronte alla prospettiva di un progressivo aumento della speranza di vita, sembra necessario costruire una società sempre più a misura di anziano. Questo significa agire, prima ancora che nell’ambito dei servizi sociali, su una pluralità di dimensioni: mobilità, spazi pubblici, ambiente, partecipazione, comunicazione.
La vecchiaia è un grande tema. Un tema di cui non si parla abbastanza. Eppure l’Italia, è il Paese d’Europa in cui si vive più a lungo.
Tante sono le ragioni per cui nel nostro Parse si vive più a lungo che altrove. Ma un punto importante è dedicato al valore delle rete sociali e relazionali: anziani che vivono in famiglie coese soffrono meno la solitudine; gli anziani soli sono proprio quelli più esposti alla probablità di morire prematuramente.
Un’ulteriore condizione di vulnerabilità è rappresentata dalla non autosufficienza. Il perdere l’autonomia, non solo nelle attività di base della vita quotidiana , ma anche delle attività strumentali, rappresenta una condizione di particolare rischio di isolamento.
E che dire dell’impossibilità di fruire di un rapporto con il proprio territorio per mancanza di soluzioni innovative e flessibili?
La povertà, poi, rappresenta senza dubbio il primo ed importante fattore di rischio , prima ancora dell’età. La situazione reddituale, infatti, favorisce indirettamente un progressivo allontanamento dalla vita sociale.
Il tema dell’invecchiamento, si pone al centro dell’intreccio fra società, economia, famiglia e welfare, per proteggere le persone anziane non autosufficienti.
La via da percorrere per creare modelli efficaci di cura e rafforzare le relazioni sociali sembra avere una precisa direzione: creare rete nel territorio tra pubblico, privato sociale, privato convenzionato, imprese sociali del terzo settore, volontariato competente.
Il volontariato: una risorsa potenzialmente illimitata
Il volontariato rappresenta un motore importante per la realizzazione di progetti a favore degli anziani a rischio di isolamento, rappresentando un osservatorio privilegiato nell’intercettare i bisogni, ed il suo ruolo è fondamentale nella promozione della cittadinanza attiva e nella prevenzione dei rischi di solitudine delle persone anziane, rivitalizzando le competenze, le capacita’, le relazioni amicali, lo scambio di esperienze di vita. Questo importante capitale sociale, fondamentale per la coesione sociale intra ed intergenerazionale è fattore essenziale per il miglioramento della qualita’ della vita nel territorio.
La solidarietà tra vicini
Volendo dare dei suggerimenti per l’adozione di strategie che favoriscano la lotta all’isolamento degli anziani e che coinvolgano tutti i livelli della società, si potrebbe partire da una serie di azioni che favoriscano la solidarietà tra vicini di casa, e la presa in carico da parte dei cittadini residenti in una data zona o di un dato stabile degli anziani che vivono in condizione di solitudine e di non totale autosufficienza. Alcune esperienze interessanti, semplici e sostenibili in tal senso, sono state realizzate in alcuni paesi europei, ad esempio “La festa dei vicini” in cui in un dato giorno si organizzano nei territori dei comuni aderenti all’iniziativa delle feste in tutti i condomini e in tutte le situazioni di vicinato. Anche in questo caso però, seppur apparentemente semplici, tali iniziative hanno bisogno di una certa organizzazione e di un livello di cultura della solidarietà che va interiorizzato col tempo e con il favorire iniziative ad hoc.
L’integrazione dei vari servizi e il lavoro di rete
E quello della mappatura è stato indicato come un nodo chiave per l’avvio di azioni concrete: spesso in molti territori, più che mancanza totale di servizi e di iniziative, quello che si riscontra è la mancanza di comunicazione tra le varie forze sociali che vi operano. E’ fondamentale una conoscenza molto precisa del territorio in cui si opera e soprattutto vanno incluse, contattate e messe in rete tutte le risorse positive e attive della società all’interno di un dato territorio. Questo per poter sfruttare tutte le sinergie possibili ed avviare il lavoro di educazione permanente nei confronti di cittadini, associazioni ed istituzioni . Da una prima fase di conoscenza descrittiva delle risorse del territorio si dovrebbe poi passare ad una fase operativa di incontri e confronto tra le varie realtà per arrivare ad una fase successiva di progettazione comune tra tutte le forze attive della società, inclusi gli stessi cittadini.