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Pensione di invalidità: come si ottiene

Quando si parla di pensione di invalidità bisogna subito partire con il distinguerla dall’assegno ordinario di invalidità; mentre quest’ultimo consiste in una prestazione economica erogata dalla Repubblica Italiana a tutti i lavoratori dipendenti assicurati presso l’INPS che sono affetti da infermità o difetti psico-fisici tali da compromettere la loro attività lavorativa, la pensione di invalidità si riferisce, invece, a una serie di prestazioni riconosciute a più categorie di invalidi.

Pensione di invalidità: il principio di diritto

Garantire un sussidio ai soggetti svantaggiati è previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, accolto dall’articolo 38 della Costituzione Italiana, con l’obiettivo di proteggere tutti i cittadini affetti da disturbi fisici o psichici.

Pensione di invalidità civile: in cosa consiste e chi può richiederla

La pensione di invalidità civile può essere richiesta dai lavoratori che presentano una ridotta capacità all’esercizio della professione, in modo permanente, per via di una malattia o di un infortunio.

I requisiti di cui il richiedente deve essere in possesso per presentare la domanda sono i seguenti:

  • avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni;
  • presentare una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari con permesso di soggiorno;
  • avere un reddito annuo con un importo massimo di 4906,72 euro;
  • essere disoccupati.

Le più grandi categorie che possono usufruire della protezione dell’invalidità civile sono:

  • i mutilati;
  • gli invalidi civili;
  • i ciechi;
  • i sordi;
  • gli affetti da talassemia.

Come si richiede l’invalidità civile?

Per ottenere la pensione di invalidità bisogna rivolgersi a un medico abilitato alla compilazione del certificato medico online introduttivo, in modo che venga attestata la patologia invalidante.

Successivamente, bisogna presentare all’INPS la domanda di riconoscimento dei benefici, il che può avvenire o per via telematica, o tramite Patronato o Associazioni di categoria. Infine, il richiedente deve sottoporsi a visita medica di accertamento presso la Commissione ASL integrata da un medico INPS.

Dopo aver ottenuto il codice del certificato medico, il richiedente deve inviare la domanda di accertamento sanitario all’INPS, così che quest’ultima possa verificare:

  • il grado di invalidità civile;
  • la cecità civile;
  • la sordità;
  • la disabilità;
  • l’handicap.

Dopodiché, se il grado di invalidità risulta compreso tra il 74% e il 100%, l’INPS procede con la verifica dei requisiti socio-economici e reddituali precedentemente inviati dal richiedente.

Quali sono le prestazioni economiche riconosciute?

Le prestazioni economiche che l’INPS riconosce ed eroga direttamente, dopo aver valutato i requisiti sanitari ed economici, sono le seguenti:

Per gli invalidi civili

  • pensione di inabilità (invalidi totali);
  • indennità di frequenza (minori invalidi);
  • assegno mensile (invalidi parziali);
  • indennità di accompagnamento.

Per i ciechi civili

  • pensione ai ciechi assoluti;
  • pensione ai ciechi parziali;
  • indennità speciale;
  • indennità di accompagnamento.

Per i sordi

  • pensione;
  • indennità di comunicazione.

Quali sono le differenze tra pensione di invalidità civile e Legge 104?

L’invalidità civile consiste in un riconoscimento rivolte ai soggetti con menomazioni fisiche, intellettuali e psichiche che comportano un’incapacità lavorativa permanente e non inferiore a ⅓; la Legge 104/1992, invece, riconosce lo stato di handicap, quindi di un soggetto che presenta una minorazione di natura fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che comporta gravi difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa.

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Il riconoscimento di invalidità e il riconoscimento di handicap, quindi, sebbene siano due procedure molto simili sono, al contempo, anche distinte e separate, tanto che vengono accertate tramite due visite mediche diverse. In ogni caso, entrambi permettono di usufruire di particolari benefici, che variano in base alla percentuale di invalidità o della definizione di handicap riportata sul certificato medico di accertamento.

Altre prestazioni di invalidità e benefici

Oltre all’invalidità civile e al riconoscimento di handicap, i soggetti idonei possono richiedere altre prestazioni di invalidità e benefici:

Pensione di inabilità

La pensione di inabilità consiste in una provvidenza economica rivolta ai mutilati e agli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni presentano una totale inabilità lavorativa, quindi pari al 100%. Si tratta di un sussidio assistenziale, quindi slegato da un rapporto assicurativo e contributivo.

Posso richiedere la pensione di inabilità:

  • i cittadini italiani residenti in Italia;
  • i cittadini comunitari ed extracomunitari legalmente soggiornanti.

Indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento viene riconosciuta, sempre da parte dell’INPS, ai soggetti mutilati o totalmente invalidi per i quali è stata confermata l’impossibilità di deambulare senza il supporto di un accompagnatore, oppure che non siano in grado di compiere le normali attività quotidiane.

Possono richiedere la prestazione i soggetti invalidi totali con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, residenti in Italia e con requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Indennità mensile di frequenza

L’indennità mensile di frequenza viene erogata, dopo l’accertamento dei requisiti sanitari e amministrativi previsti, per 12 mesi a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Possono usufruire del sussidio i cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà persistenti nello svolgimento di compiti e attività idonei alla loro età e che soddisfino i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Esenzione spese sanitarie

L’esenzione delle spese sanitarie per tutte le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale è prevista per alcune categorie di invalidi, nello specifico:

  • gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore a ⅔;
  • gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento;
  • gli invalidi civili over 65 con una percentuale di menomazione superiore a ⅔;
  • i ciechi civili totali o con un residuo visivo di almeno 1/10 in entrambi gli occhi;
  • i sordi sia dalla nascita, sia che lo siano diventati prima dell’apprendimento della lingua parlata.

Contrassegno invalidi

Infine, i verbali rilasciati dalle commissioni mediche che si occupano di invalidità civile, handicap, cecità, sordità e disabilità permettono ai soggetti coinvolti di richiedere il contrassegno invalidi e le agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli per persone disabili.

Decorrenza, importi e pagamenti

La pensione di invalidità viene erogata dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. L’importo è pari al 70% di quello determinato ai sensi dell’ art. 26 del Regolamento Unitario e non può, in ogni caso, essere inferiore al 70% dell’importo della pensione minima vigente nell’anno di riferimento.

La pensione è pagata in 13 mensilità ed è erogata ogni due mesi. Il pagamento avviene entro la fine del primo mese dello stesso bimestre, mentre la tredicesima è corrisposta a dicembre. Il pagamento può avvenire tramite:

  • accredito su c/c bancario o postale, o sul libretto postale dotato di codice IBAN;
  • assegno circolare non trasferibile spedito a domicilio.

Quando viene richiesta la revisione di invalidità?

La revisione di invalidità può essere richiesta quando il soggetto invalido sia ancora in età evolutiva o quando la diagnosi è provvisoria e, quindi, l’inabilità può diminuire o scomparire del tutto.

Quando viene revocata la pensione di invalidità?

La pensione di invalidità può anche essere revocata e ciò avviene nei seguenti casi:

  • quando il pensionato non si presenta alle visite mediche predisposte;
  • quando non esiste più una condizione di invalidità.