Legge 104 assistenza genitori anziani: come funziona
In Italia sono più di 14 milioni gli anziani che hanno bisogno di cure e assistenza continue perché, purtroppo, non sono più autosufficienti. La figura del caregiver, negli ultimi anni, ha assunto un ruolo di primaria importanza, poiché si intende proprio colui che si prende cura di un familiare anziano, malato o disabile.
Il caregiver, a oggi, non è formalmente tutelato da alcun quadro normativo; l’unico sostegno concesso da parte dello Stato Italiano consiste nella Legge 104 per l’assistenza di genitori anziani, cioè il riconoscimento di chi si occupa di un parente anziano dei contributi maturati durante l’assistenza, equiparandoli a quelli che solitamente si maturano con il lavoro domestico.
Tendenzialmente, qualunque genitore desidera trascorrere la sua vita nella casa dove ha sempre vissuto e dove ha visto nascere e crescere la sua famiglia; al suo interno si sente sicuro e protetto, soprattutto se a vegliare su di lui c’è un figlio con il quale ha confidenza e intimità.
D’altro canto, prendersi cura di un genitore anziano e potenzialmente non autosufficiente è, per un figlio, un grande gesto d’amore; questo, tuttavia, comporta non pochi problemi, dato che richiede tempo, pazienza e sacrifici.
Per fortuna, se il familiare che necessita assistenza non è autosufficiente o è affetto da gravi patologie, i figli possono usufruire dei permessi e degli strumenti previsti dalla Legge 104 per l’assistenza ai genitori anziani.
A chi spetta la Legge 104?
La Legge 104 si rivolge a qualsiasi lavoratore dipendente, che abbia un contratto a tempo determinato o indeterminato, con a carico un familiare affetto da grave disabilità.
Non possono accedere alla Legge 104, invece, i lavoratori autonomi, quelli a domicilio, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata e coloro che svolgono lavori domestici e familiari.
Come funzionano i permessi della Legge 104?
Le agevolazioni previste dalla Legge 104 in questione sono di natura fiscale, economica e lavorativa. Il punto più importante riguarda sicuramente i giorni di permesso: la legge, infatti, stabilisce che chi ha un familiare invalido a carico può usufruire di 3 giorni al mese di permessi retribuiti che, volendo, può frazionare in ore purché non superi il triplo delle ore lavorative giornaliere.
Recentemente, è stato stabilito che è anche possibile richiedere il permesso quando il familiare da assistere si trova ricoverato in una struttura residenziale, a patto che non si tratti di una RSA o di una casa di riposo dove, si sa, è sempre garantita l’assistenza sanitaria.
Questo tipo di agevolazione è concessa a chi risponde a tre requisiti specifici:
- il parente da assistere ha più di 65 anni;
- il grado di parentela rientra al massimo nel terzo grado;
- il caregiver deve essere convivente o, al massimo, abitare vicino al familiare da assistere.
La Legge 104 prevede che l’assistenza esclusiva dei genitori anziani da parte dei figli sia concessa a un solo lavoratore dipendente, che diventa a tutti gli effetti un referente. Se quest’ultimo ha necessità di assistere più familiari contemporaneamente può chiedere più permessi.
Inoltre, è necessario compilare un piano programmato delle assenze da consegnare all’amministrazione; successivamente, l’INPS o il datore di lavoro effettueranno dei controlli per accertare che i requisiti dichiarati sussistano realmente.
Infine, per quanto riguarda la sede lavorativa, il caregiver può scegliere quella più vicina al proprio domicilio e non può essere sottoposto a trasferimento senza il suo consenso. Al contempo, è possibile lavorare in turni notturni se si tratta di un parente non autosufficiente.
Come presentare la domanda di richiesta della Legge 104?
Per presentare domanda occorre, intanto, richiedere un certificato medico che attesti l’intera storia clinica del parente anziano da assistere. Deve essere il medico di base a compilarlo: dopo aver visitato il paziente deve inviare l’intera documentazione all’INPS e rilasciare il numero di protocollo.
Il caregiver, entrato in possesso del numero di protocollo, può inviare la richiesta della Legge 104 all’INPS che, dopo aver visionato l’anamnesi del medico di base, convoca l’assistito per essere ulteriormente visitato dalla commissione medica dell’ASL di appartenenza.
In caso di esito positivo, viene rilasciato un verbale che attesta il grado di invalidità e, quindi, l’accettazione della Legge 104.
Due anni di congedo retribuito per chi assiste i genitori anziani
I lavoratori dipendenti pubblici o privati possono usufruire di un altro importante servizio: si tratta del congedo straordinario biennale, da richiedere nell’arco della vita lavorativa, che può essere frazionato o continuativo.
La retribuzione viene calcolata sulla base dell’ultimo stipendio percepito, dà diritto alle tredicesima ed è coperto dai contributi a fini pensionistici.
L’unico requisito necessario per richiedere l’agevolazione è che l’assistito non sia ricoverato a tempo pieno e che non svolga alcuna attività lavorativa per il biennio di riferimento.
Legge 104 e figli non conviventi
Se il figlio che desidera assistere il genitore anziano non fosse suo convivente non importa: l’articolo 42 del D.Lgs. n.151/2001 ha definito “non prioritario il requisito della convivenza a patto che suddetta convivenza abbia luogo entro l’anno dalla richiesta di congedo straordinario e sia conservata per l’intera durata dello stesso”.
Inoltre il figlio, se ha già raggiunto 20 anni di contributi, può anche richiedere la pensione anticipata, con un assegno mensile che non superi i 1500 euro lordi.
Altri diritti, infine, che è possibile ottenere con la Legge 104 per l’assistenza dei genitori anziani, sono:
- indennità di accompagnamento;
- agevolazioni per l’acquisto di attrezzature e accessori utili all’assistito;
- detrazioni fiscali per l’assunzione di una badante, per l’acquisto dei farmaci o per l’eliminazione delle barriere architettoniche in casa.
In questo modo, l’atto d’amore compiuto da un figlio nei confronti di un genitore anziano è decisamente più tutelato e, perché no, riconosciuto e gratificato.