Persona con disabilità

Disabilità e assegno di inclusione

Introdotto come strumento di contrasto alla povertà, l’assegno di inclusione è rivolto ai cittadini in difficoltà economica che, se da una parte devono rispettare determinati requisiti, dall’altra devono aderire a un percorso personalizzato di inclusione e attivazione sia sociale, che lavorativa.

L’assegno di inclusione è composto da due parti: un’integrazione del reddito familiare fino a una certa soglia e un sostegno per i nuclei residenti nell’abitazione in affitto con contratto regolarmente registrato. Il suo importo, ovviamente, varia in base alla composizione familiare e ad altri parametri (come reddito e ISEE) e viene erogato su un’apposita carta ricaricabile.

La domanda che spesso i cittadini interessati si pongono è: le persone con disabilità possono ottenere l’assegno di inclusione? Per rispondere, scopriamo chi sono i destinatari della misura e cosa bisogna fare per ottenere il beneficio.

A chi si rivolge l’assegno di inclusione?

L’assegno di inclusione, conosciuto anche come ADI, può essere richiesto da uno dei componenti dei nuclei familiari che comprendono almeno un componente nelle seguenti condizioni:

  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizioni di svantaggio e, per questo, coinvolto in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali;
  • con disabilità, secondo il regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n.159.

Quindi sì, i nuclei familiari composti da un membro con disabilità possono richiedere l’assegno di inclusione, a patto che si tratti di cittadini italiani o con permesso di soggiorno e che siano residenti in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo stabile e continuativo.

Quali sono i requisiti economici richiesti dall’assegno di inclusione?

Si passa, poi, ai requisiti economici che il nucleo familiare deve possedere per ottenere l’assegno di inclusione. Nello specifico:

  • un ISEE non superiore ai 9360 euro;
  • ai 6mila euro annui, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza dell’ADI. Questo valore arriva ai 7560 euro annui nel caso in cui il nucleo familiare sia composto da membri con età pari o superiore a 67 anni o da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • un patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore a 150mila euro;
  • un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro per i nuclei familiari composti da 1 solo componente, 8mila euro per 2 componenti e 10mila euro per 3 o più componenti.

Come si richiede l’assegno di inclusione?

La richiesta di assegno di inclusione va inviata all’INPS tramite sito web, accedendo con SPID, CNS o CIE, oppure rivolgendosi a CAF e Patronati.

Ragazza con disabilità

Dopo aver inviato la domanda, il richiedente deve iscriversi al SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) per sottoscrivere il PAD (patto di attivazione digitale) del nucleo familiare. A questo punto, i dati inseriti vengono trasmessi automaticamente al servizio sociale del Comune di residenza per l’analisi e la presa in carico della domanda e per l’attivazione dei sostegni, insieme al percorso personalizzato di inclusione lavorativa e sociale per tutti i membri del nucleo familiare.

Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD, se l’istruttoria dà esito positivo, i beneficiari vengono convocati presso i servizi sociali per un’ulteriore e ultima valutazione. A seguire, i componenti del nucleo familiare possono essere tenuti a intraprendere i seguenti percorsi:

  • i componenti maggiorenni che esercitano la responsabilità genitoriale, inoccupati e non studenti, sono obbligati ad aderire e partecipare attivamente a tutte le attività formative e di lavoro suggerite dal progetto di inclusione sociale e lavorativa;
  • i componenti con disabilità o con età pari o superiore a 60 anni, pur non essendo obbligati ad aderire al PAD, possono comunque partecipare volontariamente tramite un percorso personalizzato.

Ciò significa che sono esonerati dagli obblighi previsti dal PAD (ai quali, però, possono aderire volontariamente):

  • i beneficiari titolari di pensione diretta o con un’età pari o superiore ai 60 anni;
    i componenti con disabilità, ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68;
  • i componenti affetti da patologie oncologiche;
    i componenti che si prendono cura di soggetti minori;
  • i componenti inseriti in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, così come le donne vittime di violenza (con o senza figli) prese in carico da centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni o dai servizi sociali.

In conclusione, le persone con disabilità o un membro del loro stesso nucleo familiare, se rispettano i requisiti economici richiesti, possono richiedere l’assegno di inclusione e beneficiare del sussidio economico.