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Diabete anziani: la cura del paziente geriatrico

Il diabete di tipo 2 è una patologia che tende a insorgere con l’avanzare dell’età: non a caso, 1 persona su 5 oltre i 75 anni ne è affetta ma, considerando che per gli over 65 con diabete si prospettano almeno altri 15 anni di vita, è utile gestire la condizione nel migliore dei modi, soprattutto per evitare complicazioni permanenti e durature.

La cura di un paziente geriatrico affetto da diabete deve seguire delle regole ben precise: sicuramente una dieta mediterranea associata ad attività fisica aerobica alternata, a sua volta, a stretching ed esercizi di resistenza; bisogna poi evitare la sedentarietà, alzandosi dal letto o dalla sedia almeno ogni 90 minuti; l’automonitoraggio della glicemia diventa fondamentale e, a una certa età, mantenere l’emoglobina glicata inferiore al 7% è praticamente d’obbligo.

Infine, anche la scelta dei farmaci è una questione molto delicata: bisogna considerare il livello di funzionalità renale del paziente e puntare su quelli che non sono a rischio di ipoglicemia. Sarà compito del medico stabilire la terapia più indicata soprattutto perché, stando alle statistiche, un diabete mal curato aumenta del 48% il rischio di demenza.

Gestione del diabete in pazienti anziani: 7 consigli utili

Tra diabetologi e geriatri i consigli e i suggerimenti per gestire al meglio la patologia diabetica nei pazienti anziani non mancano. Ecco 7 indicazioni che bisognerebbe sempre tenere a mente:

1. Valutazione nutrizionale costante

La valutazione nutrizionale dovrebbe essere una routine nel paziente anziano che, di per sé, è più predisposto a uno stato di malnutrizione che potrebbe essere favorito anche dal diabete. Bastano 10 minuti per compilare un semplice questionario in merito ai suoi aspetti fisici e alle sue abitudini alimentari, in modo da prevenire soprattutto la cosiddetta “obesità sarcopenica”.

2. Alimentazione e attività fisica

Ogni paziente anziano deve essere educato nel prendersi cura della sua alimentazione, da associare a una leggera attività fisica. Il piano nutrizionale deve essere personalizzato in base alle sue esigenze, alle sue preferenze, al suo stato di salute e alla terapia in corso. Generalmente, è preferibile optare per una dieta mediterranea e, se non dovesse bastare, si può sempre sopperire a eventuali carenza con integratori alimentari a base di vitamina B12, vitamina D e calcio.

In presenza di anziani con diabete in buone condizioni, poi, bisognerebbe sempre incoraggiare l’attività fisica di almeno 150 minuti a settimana, composta da esercizi di resistenza alternati a stretching.

3. Attenzione alle altre patologie

Il paziente anziano affetto da diabete dovrebbe essere regolarmente sottoposto a una valutazione multidimensionale geriatrica e delle sindromi geriatriche, dato che in presenza di limitazioni potrebbe riscontrare delle difficoltà della gestione della terapia anti-diabete. In particolare, è necessario evitare l’insorgere di decadimento cognitivo e depressione.

Lo screening annuale, quindi, dovrebbe sempre comprendere la ricerca di eventuali sintomi di incontinenza e di cadute, che potrebbero derivare da picchi di ipoglicemia così come da disturbi della vista o da neuropatia periferica.

4. Perseguire obiettivi glicemici

Gli anziani con diabete devo avere degli obiettivi glicemici da raggiungere attraverso l’assunzione di farmaci da modulare a seconda dello stato di salute. Per i farmaci a basso rischio di ipoglicemia l’obiettivo di emoglobina glicata può essere inferiore al 7%; nel caso di farmaci a rischio di ipoglicemia l’obiettivo può essere meno restrittivo (emoglobina glicata intorno al 7-7,5%); nei pazienti più fragili, invece, può essere leggermente più elevato (7,5-8%).

5. Utilizzo del glucometro

Il glucometro, cioè l’apparecchio utilizzato per l’automonitoraggio della glicemia, deve essere semplice e intuitivo sia nell’usarlo, sia nel leggerlo; ne esistono diversi modelli in commercio, alcuni dotati di risposta vocale per quei pazienti con problemi di vista. Al contempo, il paziente anziano diabetico deve essere educato nel sapere gestire un’eventuale situazione di ipoglicemia e deve sempre portare con sé delle bustine di zucchero.

6. Valutare terapia non insulinica

Quando si decidere di procedere con una terapia a base di farmaci, la metformina è la prima scelta anche nel caso degli anziani, a patto che non vi siano insufficienza renale grave, insufficienza cardiaca grave, insufficienza respiratoria o epatica.

I pazienti che non possono assumere metformina possono assumere farmaci che non inducono ipoglicemia. Per gli anziani sono preferibili gli inibitori della DPP-4 ritenuti molto efficaci, tollerabili, semplici da assumere e per la loro sicurezza cardiovascolare. Bisogna, inoltre, prestare attenzione agli inibitori SGLT-2 somministrati nei pazienti over 75 perché potrebbero comportare una deplezione di liquidi.

7. Valutare terapia insulinica

Infine, se si dovesse ritenere necessario optare per una terapia a base di insulina, è consigliato iniziare con un analogo di base. Per chi soffre di iperglicemia subito dopo i pasti, la terapia può essere somministrata subito dopo mangiato. Anche in questo caso, il paziente deve essere istruito su come utilizzare le penne o le siringhe da insulina.